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Autore: marketing

Investire sul mattone: è ancora una buona scelta come investimento vantaggioso?

Investire sul mattone: è ancora una buona scelta come investimento vantaggioso?

Investire sul mattone | E’ un investimento vantaggioso?

Noi italiani siamo cresciuti con questa mentalità, inutile negarlo: aspiriamo ad avere, da grandi, una o più case di proprietà e lo consideriamo un investimento vantaggioso per il nostro futuro.

investimento vantaggioso

Ma, come sappiamo bene, i tempi sono oramai cambiati.

In Italia, tradizionalmente, gli investimenti sul mattone hanno sempre rappresentato un porto sicuro e redditizio. Le famiglie italiane hanno almeno una casa di proprietà, a cui molto spesso se ne aggiungono molte altre, acquisti effettuati proprio nella certezza che il mattone fosse la formula più semplice, sicura e vantaggiosa per investire i propri risparmi. Una percezione totalmente distorta della realtà e con ogni probabilità ben lontana dal ripertersi con la stessa intensità.

Pertanto, la domanda che tutti quanti dovremmo porci ad oggi è: è ancora conveniente investire sul mattone?

L’evoluzione del Settore Immobiliare nel mercato finanziario

Come abbiamo accennato, investire sul mattone è il sogno di ogni italiano. Non a caso, il settore immobiliare è stato uno dei settori trainanti dell’economia italiana. Ad oggi, rappresenta circa il 52% della ricchezza totale delle famiglie.

Ma i tempi sono cambiati. E investire oggi sul mercato immobiliare non garantisce più le certezze – e quindi anche i rendimenti – di un tempo. Anzi, il più delle volte, se l’investimento non è fatto in maniera oculata, rischia di trasformarsi in un flop economico generando un ritorno negativo ed anche una perdita.

investimento vantaggioso

Quali sono, secondo voi, i problemi principali legati ad un investimento vantaggioso sul mercato immobiliare?

Proviamo a vedere insieme cosa incide su una casa:

  • Necessita di spese di manutenzione, che hanno un costo;
  • Perde valore nel tempo;
  • “Passa di moda” (sembra brutto da dire ma è proprio così).

Cosa significa tutto questo?

In altre parole significa che il mercato immobiliare deve fare i conti con il progresso tecnico che, come ben sappiamo dalle esperienze negli altri settori (quello informatico per esempio) procede alla velocità della luce. Pertanto, anche se la nostra casa ci appare bellissima e funzionale (e sicuramente lo è – sopratutto dopo i tanti sforzi che abbiamo fatto per averla), dal punto di vista tecnico, le nuove case sono migliori delle precedenti e questo toglie valore al mattone già esistente.

Investimento vantaggioso sul mattone | 2 motivi per fare molta attenzione

Come ha dichiarato Robert Shiller (Premio Nobel per l’Economia):

L’investimento in immobili è come comprare un’automobile. Compreresti una casa di 20 o 30 anni, ad un prezzo superiore e nelle stesse condizioni di quando è stata acquistata la prima volta?
Ovviamente no, perché la gente non vuole macchine usate.
E lo stesso avviene per le nostre case.

Per chi decide di investire sul mattone oggi, ecco 2 motivi per fare molta attenzione prima di compiere un investimento di questo tipo.

Motivo 1 | Il valore reale dell’immobile nel tempo

Abbiamo detto prima che, nel tempo, gli immobili sono soggetti ad una svalutazione del loro valore come conseguenza del progresso tecnico che viviamo ogni giorno.

Per darvi un’idea più concreta di cosa stiamo parlando, provate a dare un’occhiata a questo grafico:

investimento vantaggioso
(fonte: Eurostat)

Cosa sta ad indicare questo grafico?

Sono 2 le principali considerazioni che possiamo trarne:

  1. rispetto ad altri Paesi europei come la Germania e la Francia, il mercato immobiliare italiano è andato in perdita negli ultimi 6 anni;
  2. Dal 2010 ad oggi, il mercato immobiliare italiano ha perso circa il 20% del suo valore di mercato.

C’è anche da dire che, sicuramente, il mercato italiano, così come quello spagnolo, ha risentito degli effetti dell’ultima crisi finanziaria che ha colpito, in modo particolare, il settore immobiliare.

Ma resta comunque il fatto che questi dati dovrebbero fare accendere in voi un campanello d’allarme.

Motivo 2 | Il “vero” costo di una casa

Avete mai fatto i conti di quanto vi costi effettivamente una casa?

Nel costo complessivo di un immobile, infatti, non dovete considerare solamente la cifra che siete disposti a pagare per acquistarlo e renderlo di vostra proprietà. Ma anche tutte le spese accessorie che ogni anno incidono sulla vostra pianificazione finanziaria.

Un esempio è dato dalle tasse che lo Stato ci impone di pagare sugli immobili di proprietà. Tra le quali, quelle che incidono maggiormente sono:

  • di natura «reddituale», in cui viene tassato il reddito prodotto dalla proprietà o dal possesso del bene (IRPEF, IRES);
  • di natura «patrimoniale», il cui presupposto è la proprietà o il possesso del bene (IMU).

Ve ne sono poi altre relative al trasferimento dell’immobile in caso di vendita o all’affitto.

Proprio in Italia, più che negli altri Paesi, la pressione fiscale rende sempre più difficile un investimento vantaggioso nel settore immobiliare. Perché? Perché, a conti fatti, la pressione fiscale sugli immobili italiani ha raggiunto punte pari al 70-75% del rendimento lordo. Un vero e proprio salasso per le nostre tasche.

investimento vantaggioso

Tirando le fila di quanto detto finora…

Fare un investimento vantaggioso sul mercato immobiliare italiano è ancora possibile solo attraverso una pianificazione finanziaria che tenga conto di tutti i fattori incidenti, come tassi di interesse, pressione fiscale, oscillazioni del mercato finanziario, ecc.

Pertanto, se avete l’interesse ad investire sul mattone, fatelo con la dovuta attenzione. Valutando anche un servizio di consulenza finanziaria che studi ad hoc la vostra situazione.

 Daniela Garoia – Consulente finanziario

Come gestire il denaro? Ecco 3 consigli per accumulare ricchezza

Come gestire il denaro? Ecco 3 consigli per accumulare ricchezza

Perchè i “ricchi” continuano ad essere “ricchi”?

Vi siete mai chiesti perché è importante saper gestire correttamente il proprio denaro?

La maggior parte delle volte si guarda ai “ricchi” con ammirazione ma anche con un pizzico di invidia. Soprattutto quando sembra che, nonostante le difficoltà finanziarie in cui il nostro Paese versa, loro continuano a “cadere in piedi” (un pò come i gatti 😁)

In realtà, ciò che sfugge alle riflessioni di molti, è che dietro l’abbondanza finanziaria di quelli che continuiamo a identificare come “ricchi”, c’è un’attenta strategia di gestione patrimoniale nonché economica. Strategia che potremmo quasi definire come una strategia anti-sperpero.

Infatti, semplificando al massimo la questione e senza entrare nel merito di aspetti finanziari più complessi, per poter accrescere e proteggere la vostra ricchezza, occorre sostanzialmente prestare attenzione a come spendete il vostro denaro.

In questo caso, seguire delle semplici regole economiche può risultare utile alla vostra pianificazione finanziaria.

Vedrete che le vostre tasche vi ringrazieranno! 😉

investimenti

Gestione del denaro: 3 pratici e utili consigli

Proviamo allora a vedere insieme qualche utile e astuto stratagemma, da applicare subito, per controllare le vostre spese e proteggere il vostro denaro.

1 – Conoscere le spese mensili

Succede a tutti: ogni mese abbiamo una serie di spese fisse e poi tante altre spese variabili che si aggiungono improvvisamente. Chiaramente queste ultime non possono essere preventivate. Ma quelle fisse si!

Sarebbe quindi buona norma tenere una lista di tutte le spese fisse che ogni mese dovete affrontare. Questo significa calcolare il “costo della propria vita” in un arco temporale definito di 30 giorni (o comunque a vostra discrezione) che vi permetta di fare un bilancio per non vivere sul filo del rasoio.

Ecco il mio consiglio:

Scrivetevi tutto! Prendete una bella agenda e segnate ogni singola entrata/uscita. In questo modo potrete pianificare il vostro budget. Anche con delle riserve di denaro che vi consentano di affrontare spese impreviste.

gestione del denaro

2 – Evitare di spendere più di quanto si guadagna

In realtà, questa è una conseguenza del punto precedente. Ovvero: se non conoscete il vostro budget, non potete tenere sotto controllo le vostre uscite che quindi potrebbero sfuggirvi di mano. La maggior parte delle persone infatti spendono tutto ciò che guadagnano per godersi la vita, risparmiando solo quello che rimane alla fine.

Ecco il mio consiglio:

Controllate le vostre spese tra quelle effettivamente utili e quelle che invece non lo sono. E mettete subito da parte la cifra che volete risparmiare.

Fatto ciò, calibrate il vostro stile di vita al budget che avete a disposizione. E’ inutile farvi carico di spese esose che non potete sostenere con tranquillità e poi rincorrere un debito da saldare.

Piuttosto, spendete meno…e risparmiate di più! 😊

pianificazione finanziaria

3 – Ponderate le vostre scelte finanziarie

Valutare uno o più soluzioni d’investimento può essere una valida strategia per accrescere i vostri risparmi.

Purché sia fatto con consapevolezza.

Molti investitori infatti si lasciano guidare dall’emotività o dalle mode/trend del momento.

Ecco il mio consiglio:

Per ottenere un successo economico, occorre prendere decisioni consapevoli che tengano conto non solo dell’andamento del mercato finanziario ma anche degli obiettivi da raggiungere nel medio-lungo periodo.

Ecco perché in questi casi può risultare utile rivolgersi a qualcuno che vi dia un consiglio sincero e attendibile.

Potreste chiedere ad amici che hanno affrontato con successo una situazione simile alla vostra oppure utilizzare la tecnologia per ricercare esperti di analisi on-line.

O ancora rivolgervi ad una consulente finanziario fidato, capace di individuare la migliore soluzione di investimento per le vostre necessità.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

Scopri la migliore strategia per investire sui Mercati Emergenti

Scopri la migliore strategia per investire sui Mercati Emergenti

I Mercati Emergenti come Nuove Soluzioni d’Investimento

Mercati Emergenti si configurano come nuove forme di investimento nel nuovo scenario di mercato in cui ci troviamo.

Abbiamo visto insieme i vantaggi di investire:

  • sull’oro, che rappresenta una forma di investimento vantaggioso e viene ricercato da parte degli investitori quale bene rifugio più adatto a conservare il proprio valore nel tempo contro la svalutazione monetaria;

Leggi l’articolo “FARE UN INVESTIMENTO SICURO: L’ORO È ANCORA UNA SCELTA VANTAGGIOSA?

  • sui fondi PIR, che si configurano come strumenti di investimento di lungo-medio periodo utili per far crescere l’economia italiana veicolando i risparmi delle famiglie italiane verso le PMI.

Leggi l’articolo “COME INVESTIRE SICURO? 3 SUGGERIMENTI PER INVESTIRE SUI FONDI PIR

In questo articolo entriamo più in dettaglio sui Mercati Emergenti come nuove proposte del mercato finanziario.

Cosa sono i Mercati Emergenti?

Con il termine Mercati Emergenti si fa riferimento a tutte quelle economie mondiali non ancora sviluppate e che hanno grandi potenzialità di crescita nel breve periodo. Paesi come l’America Latina, l’India, le Filippine o ancora il Brasile attirano molto l’attenzione degli investitori.

Ciò accade perché l’economica di questi Paesi si sta sviluppando, dopo anni passati ad inseguire i Paesi più sviluppati. I fattori di crescita determinano un momento florido per il mercato ed il rafforzamento della valuta.

Accade infatti che le valute emergenti si stanno rinforzando grazie al miglioramento dei prezzi delle materie prime di cui molte economie in via di sviluppo sono grandi esportatrici.

Questi elementi risultano quindi interessanti agli occhi degli investitori che cercano rendimenti nei Mercati Emergenti.

Secondo recenti ricerche, questi sono i mercati in via di sviluppo in cui conviene maggiormente investire:

  1. AMERICA LATINA: ha visto un miglioramento della crescita economica in un contesto di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime. In particolare, attira l’attenzione l’Argentina. Un Paese che, grazie alle strategie adottate dal Governo, è riuscito a superare la fase più critica di contrazione economica grazie ad una accelerazione delle esportazioni.
  2. RUSSIA: grazie ad una politica interna stabile ed ai dati positivi legati alle esportazioni ed ai tassi, la Russia sta superando la fase di recessione.
  3. INDONESIA: nel 2016, l’economia del Paese è cresciuta del 5% sostenuta dai consumi privati e dagli investimenti pubblici.

Investire sui Mercati Emergenti | Vantaggi

Mercati Emergenti risultano interessanti per due principali motivi:

  1. il tasso di sviluppo economico è mediamente più alto di quello dei paesi occidentali;
  2. le finanze pubbliche sono sotto controllo e non presentano particolari criticità.

Ecco perché gli esperti ritengono che investire sui Mercati Emergenti, in un’ottica di medio-lungo periodo, possa creare un vantaggio finanziario

Confrontati con il mercato americano, il trend positivo dei Mercati Emergenti sembra infatti già essere iniziato. Da inizio 2016 ad oggi, il mercato americano è salito del 30%, mentre i Mercati Emergenti sono saliti del 40%.

E’ proprio in funzione di questo trend positivo (che sembra destinato a continuare ad aumentare da qui al 2020), che questo sembra proprio essere il momento giusto per investire su questi mercati.

Investire sui Mercati Emergenti | Rischi

Chiaramente, investire sui Mercati Emergenti può generare volatilità al portafoglio.

Vediamo perché.

I fattori che influiscono sulla crescita di un Paese sono molti e avvenimenti interni, sia politici che economici, possono portare ad una drastica caduta delle quotazioni.

Questo significa tenere a mente che i Mercati Emergenti hanno comunque un alto tasso di rischio. Ogni minimo cambiamento può comportare pesanti variazioni sul mercato.

Qual’è quindi la migliore strategia finanziaria da adottare?

Mercati Emergenti offrono buone opportunità di investimenti sicuri e redditizi.

Infatti, se l’investimento è fatto bene e con le probabilità a favore, anche i rendimenti possono essere molto interessanti.

Il segreto sta nell’implementare una corretta strategia.

Ecco il mio consiglio: per investire sui Mercati Emergenti bisogna diversificare il proprio portafoglio. Questo significa non investire in un solo Paese. Ma soprattutto non rischiare quantità enormi di capitale su di uno stesso Paese.

Anche in questa circostanza, l’investimento va predisposto sulla base di scelte ponderate che tengano in considerazione le reali necessità e possibilità dell’investitore. Può quindi risultare utile appoggiarsi ad un consulente finanziario di fiducia con cui valutare tutte le opportunità.

Contattami per una consulenza personalizzata.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

 

Come Investire Sicuro? 3 suggerimenti per investire sui Fondi PIR

Come Investire Sicuro? 3 suggerimenti per investire sui Fondi PIR

PIR – Piani Individuali di Risparmio – sono strumenti di investimento di medio-lungo periodo. Sono dedicati principalmente ai piccoli investitori/famiglie italiane che vogliono valutare nuove soluzioni d’investimento dei propri risparmi.

fondi PIR hanno alcune caratteristiche di base. Vediamole insieme:

  1. possono essere sottoscritti solo da persone fisiche (no aziende o persone giuridiche);
  2. sono proposti e gestiti da società di gestione del risparmio (SGR);
  3. ogni singolo PIR non può superare i 30mila euro di investimento annui;
  4. un singolo investitore non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio;
  5. non hanno una durata massima, è definita invece una durata minima pari a 5 anni.

Vediamo quindi insieme in cosa consistono e quali vantaggi possono generare per i risparmiatori italiani e per le piccole medie imprese italiane.

(fonte Soldinline.it)

L’introduzione dei PIR come Risorsa Finanziaria

Partiamo da una domanda: chi finanzia la crescita delle piccole e medie imprese italiane?

Teoricamente dovrebbe essere il sistema bancario a supportare la crescita economica delle nostre aziende. Ma con la situazione di difficoltà in cui si ritrova, il suo supporto viene meno. Occorre quindi trovare una strada alternativa.

Qual’è allora la soluzione adottata dal nostro Governo? La risposta è data dai PIR.

I PIR dal punto di vista delle PMI

PIR sono stati introdotti sul mercato finanziario a partire da Gennaio 2017, con la nuova legge di bilancio. Si configurano come strumenti di investimento a medio termine, utili per far crescere l’economia italiana veicolando i risparmi verso le PMI.

Qual’è il beneficio per le aziende italiane?

Per comprendere come le aziende italiane hanno beneficiato dell’introduzione dei PIR, gli analisti hanno preso in esame la velocità di fatturato. E hanno riscontrato che è migliorata da un range compreso tra 0,14% e 0,24% del 2016 a 0,32-0,41% del 2017.

 L’idea che sta alla base di un fondo PIR è molto semplice. E’ uno strumento che coniuga direttamente le esigenze di finanziamento delle PMI ed il risparmio delle famiglie. In questo modo, le aziende italiane posso bypassare la necessità di avere un finanziamento bancario.

In pratica, un fondo PIR funziona così:

  • un privato sottoscrive  quote di un fondo che investe le somme raccolte in imprese di piccole e medie dimensioni italiane;
  • il sottoscrittore mantiene le quote del fondo per almeno 5 anni;
  • a fronte dell’investimento, il sottoscrittore non paga le normali tasse sull’eventuale plusvalenza.

Ovviamente, se trascorsi almeno cinque anni, il valore della quota dovesse risultare inferiore al prezzo iniziale, il sottoscrittore registrerà una perdita, come per qualsiasi altro fondo.

E dal punto di vista del risparmiatore italiano?

Diventa di fondamentale importanza capire in quali condizioni il fondo PIR potrà generare rendimenti positivi.

I PIR dal punto di vista del Risparmiatore Italiano

Sappiamo che, come conseguenza del nuovo scenario di mercato in cui ci troviamo, occorre valutare investimenti sicuri e redditizi. I PIR, così come gli investimenti sull’oro analizzati in un precedente articolo, rappresentano sicuramente valide soluzioni d’investimento per le famiglie italiane.

Ma ci sono anche alcuni lati negativi che occorre tenere a mente.

  • ATTENZIONE AI COSTI!

Informarsi sui costi applicati dalla società che propone il fondo. Ci potrebbero essere spese di sottoscrizione/gestione molto elevate, importante fare raffronti e informarsi bene prima della sottoscrizione, per capire la reale convenienza dell’investimento in termini di costi.

  • ATTENZIONE AI RISCHI!

I PIR focalizzati sul mercato italiano non offrono quel riparo rappresentato dalla diversificazione geografica dell’investimento. Le piccole medie imprese italiane quotate non sono tante e il record di sottoscrizione dei PIR  ha generato un importante aumento delle quotazioni.

Per tutti questi motivi, ecco 3 suggerimenti prima di sottoscrivere un PIR:

  1. non avere fretta. Un PIR è una pianificazione finanziaria a medio-lungo termine e come tale va predisposto sulla base di scelte ponderate, valutate anche con l’appoggio di un consulente finanziario di fiducia, diffida di chi ti mette fretta.
  2. valuta bene i costi, possono esserci significative differenze, da utilizzare a tuo vantaggio.
  3. considera tutti gli aspetti prima di scegliere il prodotto giusto, sulla base delle tue reali esigenze finanziarie e dei tuoi obiettivi di investimento.

Per conoscere l’argomento più in dettaglio contattami per una consulenza finanziaria personalizzata che valuti al meglio le tue necessità!

Daniela Garoia – Consulente finanziario

 

Mercato finanziario: 2 regole d’oro per un investimento sicuro

Mercato finanziario: 2 regole d’oro per un investimento sicuro

Mercato finanziario: due regole d’oro per un investimento sicuro

Oggi più che mai, come conseguenza del forte periodo di crisi che abbiamo attraversato, si valuta quale sia la strategia migliore per investire il proprio denaro e fare un investimento vantaggioso.

Come si è evoluto il mercato finanziario negli ultimi anni? Proviamo a vederlo insieme.

Prima dell’avvento dell’euro (1997), le famiglie italiane investivano in Bond Statali: i titoli di Stato costituivano le principali soluzioni d’investimento, erano sicuri e redditizi.

Nel 2010, in seguito alle decisioni politico-economiche prese dalla Comunità Europea, il trend sulle obbligazioni governative ha subito un’inversione di marcia: recenti studi dimostrano che dal 2008 a fine 2015, la quota di titoli di Stato è scesa dal 7,3% al 3,1% sul totale investito dalle famiglie.

A cosa è legato questo trend negativo?

Sicuramente ai tassi di interesse troppo bassi o addirittura negativi che non invogliano il risparmiatore italiano a compiere un passo di questo tipo.

L’analisi accurata da parte degli analisti dimostra infatti che la durata finanziaria media degli indici obbligazionari è ai massimi livelli storici mentre i rendimenti dei Bond sono calati drasticamente: tradotto in parole povere significa che non esistono più condizioni favorevoli per investire su obbligazioni.

(fonte: il Sole24ore)

Anche immaginando una risalita positiva del trend dei Bond, restare ancorati ad una forma di investimento solo perché ritenuta “sicura e vantaggiosa” nel passato, senza valutare nuove forme di investimento, può rivelarsi molto rischioso.

Come orientarsi allora in questo nuovo scenario di mercato?

Dobbiamo sicuramente rivolgere la nostra attenzione verso altre forme di investimenti sicuri e redditizi.

Ti suggerisco due regole d’oro da tenere sempre a mente:

1.  diventa fondamentale anticipare (laddove possibile) ed adattarsi ai cambiamenti del mercato finanziario valutando i migliori strumenti di investimento.

Ad esempio, il trend attuale descrive il passaggio dai Titoli di Stato ai fondi comuni d’investimento: i fondi comuni sono strumenti molto utili che consentono al risparmiatore italiano di diversificare il proprio investimento, evitando di concentrare i propri risparmi nei titoli di pochi o di un unico emittente e di incorrere nella perdita definitiva di parte o tutto il capitale in caso di fallimento (default). Esistono diverse tipologie di fondi comuni: azionari, obbligazionari, liquidità, flessibilità, ecc.

L’immagine mostra il trend di crescita dei fondi flessibili dal 2003 al 2015 (fonte: il Sole24Ore)

2. è necessaria una maggiore consapevolezza nell’impiego dei propri risparmi: è importante capire se chi ci propone il prodotto lo fa nel suo interesse o nel nostro e se la proposta e è realmente allineata ai nostri obiettivi di investimento.  Qualsiasi forma di investimento va studiata nel dettaglio e personalizzata in base alle esigenze della singola persona. In queste circostante può essere molto utile rivolgersi a specialisti esperti in consulenza finanziaria per intraprendere il percorso più adatto.

Se vuoi muoverti nel mondo degli investimenti in maniera sicura e consapevole,  contattami per una consulenza gratuita e personalizzata.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

Fare un investimento sicuro: l’oro è ancora una scelta vantaggiosa?

Fare un investimento sicuro: l’oro è ancora una scelta vantaggiosa?

Fare un investimento sicuro: l’oro è ancora una scelta vantaggiosa?

Nel precedente articolo, abbiamo visto l’importanza di sapersi orientare correttamente in questo nuovo scenario di mercato finanziario e prendere in considerazione nuove soluzioni d’investimento.

Per non correre rischi, diventa fondamentale valutare forme di investimenti che siano decorrelati quanto più possibile dall’andamento del mercato.

Sai cosa vuol dire investimento correlato o decorrelato? Vediamolo insieme!

(fonte il Sole24ore)

In questo contesto, l’oro riveste ancora notevole importanza e l’andamento della sua quotazione è di grande interesse per la maggior parte degli investitori. L’oro è infatti considerato un bene rifugio, ovvero un investimento sicuro in un clima di incertezze finanziarie.

L’oro è la prima soluzione contro l’inflazione e la perdita di valore del denaro nel tempo. L’incertezza sugli sviluppi politici e sulle politiche economiche stimola la domanda di oro come bene rifugio.

Analisi recenti di mercato, hanno evidenziato che l’oro continua a godere del favore degli investitori, registrando continui flussi positivi.

(fonte ETF Securities – 28 febbraio 2017)

 

 

 

“Gli afflussi nell’oro hanno raggiunto il massimo delle ultime 30 settimane, per un totale di 192,1 mio di USD la scorsa settimana” ha affermato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securitis.

 

 

 

 

Cosa significa questo? Che nell’attuale situazione che vede le principali economie mondiali deboli e in difficoltà, l’oro torna di moda come forma di investimento vantaggioso e viene ricercato da parte degli investitori quale bene rifugio più adatto a conservare il proprio valore nel tempo contro la svalutazione monetaria.

Pertanto, in caso di incertezze o crisi economiche e, più in generale, di perdita di valore della valuta, l’oro diventa l’obiettivo numero uno per la gestione di investimenti finanziari sicuri e redditizi.

Investire in Oro: 2 possibili strade da seguire

Per investire in oro, puoi scegliere tra due diversi strumenti di investimento. 

1. Investire in oro fisico

La scelta di investire in oro fisico ricade sostanzialmente su due strade: monete d’oro e lingotti di investimento. Tieni presente che investire in oro fisico non ha nulla a che vedere con l’investire in gioielli e similari per un motivo molto semplice: il costo di un gioiello non è dato esclusivamente dal valore di oro puro che contiene ma tiene conto dei costi relativi alla lavorazione, al marchio ed alla pubblicità.

1.1 Monete d’oro da investimento

Il prezzo di mercato di una moneta d’oro da investimento è definito da 3 fattori: prezzo dell’oro (ad oggi) , grammi di oro puro contenuti nella moneta, spread (costo applicato dal rivenditore per il suo guadagno). Non sempre le monete d’oro da investimento sono pure al 100%, ma spesso sono composte da oro e altri metalli. Quando questo accade, si dice che l’oro è in lega con altri metalli e la sua purezza (ovvero il contenuto di oro puro presente) viene misurata in carati o millesimi. L’oro puro viene definito con 999,9 millesimi.

Esempio: se i millesimi della tua moneta sono 900, significa che la moneta non è composta solo da oro puro ma da una mescolanza di metalli.

1.2 Lingotti

Un altro modo per investire in oro fisico è mediante l’acquisto di lingotti d’oro: solitamente i lingotti sono con 999,9 millesimi di oro, quindi non sono mescolati con altri metalli ma sono tutti di oro puro. I lingotti d’oro esistono in svariate misure: dalle barre di 12 Kg che valgono decine di migliaia di euro ai lingotti di pochi grammi come 10 o 20 grammi. In questo modo, anche l’investimento in lingotti d’oro diventa alla portata di tutti.

2. Investire in oro finanziario

L’investimento in oro finanziario (strumenti: Etc o Etf sull’oro, Future sull’oro, Opzioni sull’oro, Azioni di società minerarie) è un tipo di investimento che ti permette di essere esposto al prezzo dell’oro fisico (quindi guadagnare o perdere a seconda dell’andamento del prezzo dell’oro fisico) ma senza doverne acquistare. Da questo punto di vista, è una forma di investimento più comoda ma comporta dei rischi aggiuntivi: oltre a quelli tipici dello strumento che si sceglie, si può incorrere nel rischio di insolvenza dell’emittente.

Per conoscere l’argomento più in dettaglio contattami per una consulenza finanziaria.

Daniela Garoia – Consulente finanziario