Browsed by
Categoria: finanza

Il recente rafforzamento del dollaro: a cosa è dovuto?

Il recente rafforzamento del dollaro: a cosa è dovuto?

Perché il dollaro si rafforza nel 2018?

Il 2017 è stato, senza dubbio, un anno di grande svalutazione del dollaro. La valuta americana ha perso circa il 16%. E da quel momento, le opinioni degli analisti sul dollaro sono state molto discordati. E possiamo dire che, ad oggi, lo sono ancora.
Dopo questo trend di svalutazione, peraltro non giustificata dalle dinamiche economiche in atto, il dollaro è tornato in auge sui mercati. Si tratta certamente di una tendenza improvvisa, nata all’incirca a metà aprile. Ovvero da quando i rendimenti dei titoli obbligazionari statunitensi a 10 anni hanno infranto, al rialzo, la barriera del 3% (cosa che non accadeva dal 2014). Cosicché, nelle ultime tre settimane, il dollaro ha guadagnato il 3,6% sulle principali valute mondiali. Non fa eccezione l’euro che da allora ha perso quasi cinque punti percentuali sulla divisa americana, scivolando da quota 1,24 a 1,175  (ieri nelle contrattazioni intraday è sceso per la prima volta nel 2018 sotto questa soglia).
La rinascita del dollaro

Ma perché il dollaro si è improvvisamente rafforzato?

Alcuni ritengono che tale rivalutazione sia un movimento temporaneo e che il dollaro riprenderà a svalutarsi.

Personalmente ho sempre concordato con quelli che ritenevano che il trend di svalutazione del dollaro fosse un trend di breve periodo in controtendenza rispetto ad un più forte trend di lungo periodo di rafforzamento della valuta americana.  Il trend di rafforzamento, infatti, era ed è associato a fattori economici  e dinamiche macroeconomiche incontrovertibili.

Era quindi solo una questione di tempo perché la forza del dollaro tornasse a farsi sentire.

I 2 principali fattori favorevoli al rafforzamento del dollaro

1 – Il rialzo dei Tassi Americani

Il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato americani sta spingendo molti investitori e gestori ad abbandonare le posizioni su obbligazioni più rischiose (a basso rating o di paesi emergenti come l’Argentina e il Venezuela) accumulate negli ultimi anni. La tendenza è infatti quella di andare a caccia di extra-rendimenti. Perché, se gli extra-rendimenti sono ora pagati da un Paese solido come gli USA, allora meglio puntare direttamente sui titoli di stato americani. Con la conseguente riduzione dei rischi.

Anche obbligazioni in euro, che hanno rendimenti negativi, vengono vendute a favore di titoli di stato americani. Da qui ne consegue, quindi, una vendita di euro e un forte acquisto di dollari.

I tassi in America sono cresciuti e cresceranno ancora. Il differenziale di tassi tra Usa e il resto del mondo porta con se’ un rafforzamento del dollaro.  Se depositando il nostro denaro sui titoli di stato americani riceviamo interessi più elevati rispetto al resto del mondo, è naturale che i flussi monetari seguano questo trend. E si spostino da nazioni che offrono rendimenti bassi o negativi agli Usa che, invece, hanno tassi di interesse in crescita. Questo meccanismo si traduce in vendita di altre valute e conseguente acquisto di dollari.

2 – La Riforma Fiscale voluta da Trump

La riforma fiscale voluta da Trump prevede la riduzione delle imposte sugli utili d’impresa dal 35% al 21%. Il testo approvato prescrive anche imposte una tantum sul rimpatrio di profitti accumulati all’estero da società Usa. Si stima che, in tutto, si parli di circa tremila miliardi.
Quali saranno le principali conseguenze?
Possiamo individuarne principalmente 2:
  1. rientro da capitali americani dall’estero;
  2. trasferimento di imprese (e tecnologie) dall’estero negli Stati Uniti a fronte di un più favorevole trattamento tributario sulle aziende.

In sostanza: capitali esteri di imprese americane che tornano negli States diventano dollari.  Ne consegue che anche la riforma fiscale va a favore di un rafforzamento della valuta americana.

3 – Cosa possiamo aspettarci dal dollaro?

Non è possibile, ad oggi, comprendere se questa forte e improvvisa  rivalutazione del dollaro sia temporanea o se sia ripreso un trend di rafforzamento. Le valute hanno oscillazioni molto forti, anche giornaliere,  per loro natura. Sicuramente negli ultimi giorni il mantenimento dei livelli del cambio sotto 1.20, ha dato forza al movimento di rafforzamento. Il dollaro sembra destinato a continuare il rally, con un primo livello obiettivo a 1.15.
Questa opinione è  fondata sul pensiero che i differenziali dei tassi d’interesse continueranno a favorire il biglietto verde. Il rendimento dei titoli di stato USA decennale protetto contro l’inflazione è allo 0,85%. Ed è prossimo al livello massimo degli ultimi cinque anni. Per contro, i rendimenti reali nell’eurozona sono sempre più negativi, in quanto l’inflazione è in aumento nella regione della moneta unica. Inoltre, i dati suggeriscono che gli investitori speculativi hanno portato il mercato ad eccedere  sull’euro rispetto al dollaro. Gli speculatori venderanno improvvisamente le posizioni se il trend si consoliderà e questo avrà un ulteriore effetto di rafforzamento del dollaro.
L'improvvisa rinascita del dollaro americano

Per ricevere un servizio di consulenza finanziaria studiato ad hoc, ecco i miei contatti.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

I Bitcoin tra le nuove forme di investimento

I Bitcoin tra le nuove forme di investimento

Sale la febbre del Bitcoin: vediamo perché

Probabilmente avrete già sentito parlare del Bitcoin che si configura, a tutti gli effetti, nel panorama delle nuove forme di investimento.

Ma di cosa si tratta nello specifico?

Proviamo a vederlo insieme in questo articolo.

L'investimento finanziario sul Bitcoin

Il Bitcoin è sostanzialmente una moneta digitale (detta anche criptovaluta). Viene distribuita e generata da una rete decentralizzata “peer to peer”. Di conseguenza, non esiste una banca o un’autorità centrale che ha il compito di stampare questa moneta. Cosa comporta ciò? Comporta che il valore di un Bitcoin non è influenzato da un’entità fisica come la banca. Ma è affidato solo alle leggi della domanda e dell’offerta. Non esiste quindi un ente centrale bensì un database distribuito che traccia le transazioni. E sfrutta la crittografia per gestire i diversi aspetti funzionali come:

  • generazione di nuova moneta;
  • attribuzione di proprietà dei Bitcoin.

Il trend del Bitcoin: dal 2013 ad oggi

Il Bitcoin ha senza dubbio seguito un trend davvero particolare. A partire dalla fine del 2013 e per tutto il 2014, il Bitcoin subì un enorme crollo rispetto ai massimi di allora. Fino a toccare valori minimi nei primi giorni del 2015.

A partire da questo abisso, è poi iniziato l’incredibile (e attuale) trend di risalita.

Rialzo iniziato a gennaio 2016 ed esploso prepotentemente negli ultimi mesi. La quotazione, infatti,  è passata da 1.000 $ del 2013 agli attuali 13.000 $, con un rialzo del 1.300% nel solo 2017.

In questo momento,  il prezzo del Bitcoin viaggia con una flessione del 15% su quota $13.800, dopo aver toccato un massimo di 19.000 $ poche settimane fa, questo a conferma della forte volatilità, insita in questa nuova forma di investimento.

L'investimento finanziario sul Bitcoin(Fonte: il Sole24Ore)

Cosa accade quindi?

Accade che l’attenzione è tornata nuovamente sul Bitcoin. Aprendo, nel panorama delle nuove soluzioni di investimento, nuovi scenari di matrice finanziaria tali da attirare l’interesse degli investitori. Non ultimo, la possibilità, non più remota, dell’avvio di nuovi strumenti derivati (futures) su tale asset.

Le prospettive future

Il ritorno in voga del Bitcoin sta alimentando sempre più quella che viene oggi definita come la “bolla del secolo”. Gli esperti del settore la chiamano bolla perché, anche guardandosi indietro negli ultimi 100 anni, non c’è stato nessun altro asset (ad eccezione della famosa bolla dei tulipani) capace di affermarsi con una tale velocità.

L'investimento finanziario sul Bitcoin(Fonte: il Sole24Ore)

La rapidità di crescita che ha interessato il Bitcoin si può legare a 2 fattori principali:

  1. una limitata quantità circolante;
  2. il crescente e generalizzato interesse collettivo.

Il trend di crescita del Bitcoin è visibile anche studiando i risultati di ricerca in rete di uno dei motori più diffusi a livello mondiale. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente di Google. Analizzando infatti i risultati di Google Trends, sembra che la ricerca di dati e informazioni sulla moneta digitale sia al primo posto in tutto il globo.

Tutto ciò non fa altro che alimentare la famosa bolla. Incrementando la voglia di partecipare, in qualunque modo, a questa (sembra) proficua corsa all’oro.

Qual’è il rischio a cui si va in contro?

Dal punto di vista finanziario, sono 2 i fattori che identificano le bolle finanziare:

  1. l’aumento a ritmi di rapida accelerazione e insostenibili delle quotazioni;
  2. un ritorno dell’investimento sproporzionato rispetto al reddito reale generato dal bene.

Come più volte sostenuto, qualsiasi tipo di investimento finanziario va studiato nel dettaglio e strutturato in base alle nostre esigenze specifiche. Il rischio quindi, soprattutto per gli sprovveduti cercatori di facili fortune, è di fare un colossale buco nell’acqua.

Quale sarà il futuro prezzo del Bitcoin?

Purtroppo è impossibile da tracciare, a maggior ragione dal punto di vista speculativo e di chi si interroga sui possibili Target Price. Ma come l’esperienza passata insegna, appare sempre più evidente che un investimento finanziario sul Bitcoin, sia diretto che indiretto, mostri sempre maggiori rischi e non solo opportunità.

Come sostiene Warren Buffet (imprenditore ed economista statunitense):

L’investimento dev’essere razionale. Se non lo capite, non lo fate.

Questa è, senza dubbio, la realtà.

Quindi, chi decide di investire oggi su una moneta digitale, come può essere il Bitcoin, deve innanzitutto comprendere l’oggetto del suo investimento finanziario. Successivamente, deve applicare rigide regole di Money Management con l’obiettivo di contenere i rischi.

 

In precedenza, abbiamo visto come anche le infrastrutture si configurano tra le nuove forme di investimento. Per avere più informazioni a riguardo, cliccate qui.

Per ricevere un servizio di consulenza finanziaria studiato ad hoc, ecco i miei contatti.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

Come diversificare i propri risparmi: investire sulle infrastrutture

Come diversificare i propri risparmi: investire sulle infrastrutture

Nuove forme di investimento: le infrastrutture

Nel precedente articolo abbiamo parlato del nuovo panorama che si offre agli investitori sul come diversificare i propri risparmi, introducendo  Nuove Forme di Investimento per Portafogli Orientati al Reddito. E abbiamo visto come questi strumenti alternativi possono offrire un rendimento vantaggioso se inseriti all’interno di una corretta pianificazione finanziaria.

Abbiamo introdotto le infrastrutture tra le svariate possibilità su come diversificare i propri risparmi. E abbiamo accennato che le infrastrutture riscuotono molto interesse perché offrono rendimenti decorrelati dai mercati obbligazionari e azionari.

Oggi vogliamo parlare più in dettaglio proprio delle infrastrutture.

come diversificare i propri risparmi investendo sulle infrastrutture

Scopriamo insieme cosa sono le infrastrutture

Come abbiamo già accennato, le infrastrutture rappresentano una valida alternativa per diversificare i propri risparmi e ottenere un rendimento addizionale.

Ma di cosa si tratta?

Il termine infrastrutture si riferisce a tutti quegli elementi fondamentali che stanno alla base del funzionamento della società moderna: dall’energia ai trasporti, fino alle reti ed ai sistemi di comunicazione.

In particolare, all’interno del panorama delle infrastrutture, si sente sempre più spesso parlare di infrastrutture pure. Tale termine si utilizza per indicare servizi legati a bisogni essenziali, con società che operano in una posizione quasi monopolistica e registrano flussi di cassa sostenibili e con ritorni affidabili.

Eccone un esempio…

Tra questi soggetti possiamo, ad esempio, includere gli aeroporti ma non le compagnia aeree. O ancora un’autostrada a pedaggio ma non una società di costruzione di strade.

come diversificare i propri risparmi investendo sulle infrastrutture

Come diversificare i propri risparmi: 3 motivi per investire sulle infrastrutture

Vediamo insieme 3 motivi a supporto di queste nuove forme di investimento:

Motivo 1 – Opportunità di crescita a livello globale

Non si può negare che questa soluzione di investimento offre opportunità di crescita a livello globale. Il miglioramento delle infrastrutture sarà un tema dominante per qualsiasi Paese nei prossimi 20 anni. Si stima infatti che entro il 2030 sulle infrastrutture sarà investita una cifra di circa 49 trilioni di dollari.

Sono principalmente 2 i fattori che guidano la crescita delle infrastrutture come nuova soluzione di investimento:

  1. Le Privatizzazioni: si verificano quando le Istituzioni Pubbliche cedono le quote di controllo a soggetti privati. Ecco alcuni esempi di infrastrutture che possono essere privatizzate: autostrade a pagamento, porti, reti elettriche, reti di distribuzione, ecc.
  2. Crescita Organica: si verifica quando i proprietari delle infrastrutture ampliano e sviluppano il business esistente. Alcuni esempi: società nell’energia elettrica che accrescono l’attività attraverso oleodotti. Oppure gestori di autostrade che aumentano la rete stradale per rispondere all’aumento di domanda.

Motivo 2 – Potenziale rendimento

Le infrastrutture sono una valida alternativa su come diversificare i propri risparmi soprattutto in relazione al loro potenziale rendimento. Che diventa un rendimento vantaggioso se paragonato ad azioni e obbligazioni.

Qual’è il loro vantaggio?

Le infrastrutture hanno flussi di cassa consistenti e prevedibili. Queste caratteristiche dipendono dalla natura stessa dei servizi offerti, dalla crescita strutturale, dalle ingenti barriere all’ingresso e dall’elevata capacità di definire il prezzo.

Motivo 3 – La diversificazione del portafoglio

Scegliere le infrastrutture può rivelarsi un investimento vantaggioso non solo come strategia su come diversificare i propri risparmi ma anche in termini di protezione contro i ribassi.

Andiamo più nel dettaglio…

Dal 2001, i titoli legati alle infrastrutture hanno sovraperformato le azioni globali in 13 dei 18 trimestri durante i quali il Russell Global Index ha registrato un ritorno trimestrale negativo. In media, l’indice S&P Global Infrastructure ha sovraperformato le azioni globali del 2,8% durante i trimestri negativi. E questo porta a pensare che, se guardiamo al valore dell’investimento, si evince che la capacità di fornire protezione contro i ribassi sia importante quanto il  potenziale di crescita.

Tabella: Sovraperformance dell’indice S&P Global Infrastructure rispetto al Russell Global Index nei trimestri di performance negativa del mercato azionario

come diversificare i propri risparmi
(Fonte: Russell Research, the S&P Global Infrastructure Index and Russell Global Index, al 31/12/2016. Gli indici non sono gestiti e non possono essere investiti direttamente. A puro scopo illustrativo)

Massimizzare i benefici delle infrastrutture nel panorama su come diversificare i propri risparmi

Come già altre volte abbiamo sottolineato, indipendente dalla forma di investimento presa in considerazione, per massimizzare il rendimento e minimizzare il rischio, occorre valutare una soluzione di investimento studiata ad hoc sulla base delle proprie esigenze.

In riferimento alle infrastrutture, nel momento in cui si valuta questa nuova forma di investimento vanno fatte alcune considerazioni al riguardo per massimizzare i benefici ottenuti. E va distinta la tipologia di investimento che si vuole portare avanti:

  1. Investimento puro: si parla di investimento puro quando si ha a che fare con società attive esclusivamente nelle infrastrutture;
  2. Investimento globale: quando si valutano forme di investimento che coinvolgono altri Paesi oltre l’Italia (parliamo soprattutto del Nord America).

In conclusione, investire sulle infrastrutture rappresenta, nel panorama su come diversificare i propri risparmi, una componente essenziale per costruire redditizi Portafogli orientati al Reddito. Considerando la situazione attuale del mercato finanziario caratterizzata da bassi ritorni, l’obiettivo è sempre quello di individuare fonti di rendimento addizionali a supporto degli investitori.

 

Daniela Garoia – Consulente finanziario

Nuove Forme di Investimento per Portafogli Orientati al Reddito

Nuove Forme di Investimento per Portafogli Orientati al Reddito

Nuove forme di investimento inserite in una corretta pianificazione finanziaria ci consentono di ottenere portafogli orientati al reddito anche in un’epoca come questa in cui risulta difficile ottenere rendimento.

Sappiamo,  infatti,  che le politiche di quantitative easing (immissione di liquidità e acquisto di titoli obbligazionari) e il mantenimento di tassi di interesse bassissimi attuate dalle Banche Centrali, per sostenere la crescita economica dopo la crisi del 2008, hanno spinto i rendimenti dei titoli di stato e delle obbligazioni su livelli prossimi allo zero e negativi.

I mercati azionari hanno raggiunto livelli elevati e possono dare ancora rendimenti interessanti ma sappiamo che risulta importante mantenere una corretta esposizione azionaria sulla base della propria tolleranza al rischio.

Diventa quindi importante diversificare.

I risparmiatori possono ottenere una elevata diversificazione e un rendimento vantaggioso dai propri risparmi e investimenti, allargando i propri orizzonti e iniziando a conoscere nuove forme di investimento.

Quale soluzione di investimento adottare per ottenere ancora rendimento e proteggere i propri risparmi?

 

nuove forme di investimento

Nuove forme di investimento: in cosa consistono?

Possiamo beneficiare di una vasta ed eterogenea selezione di strumenti alternativi che possono offrire rendimenti appetibili e interessanti. Inoltre, molte di queste forme di investimento sono anche scarsamente correlate con obbligazioni e azioni, perciò proteggono il capitale nel caso in cui obbligazioni ed azioni scendano di prezzo.

Ecco di quali strumenti parliamo:

  • obbligazioni dei mercati emergenti;
  • titoli high yield;
  • strategie absolute return;
  • private equity;
  • prestiti societari;
  • titoli insurance-linked;
  • infrastrutture;
  • prestiti peer to peer.

nuove forme di investimento

I vantaggi delle Nuove Forme di Investimento

Il principale punto a favore di queste nuove forme di investimento è legato alla presenza di vantaggi intrinseci che vanno oltre il “semplice” aspetto del rendimento.

Vediamone alcuni per capire meglio di cosa si tratta.

1 – I Prestiti Societari

prestiti societari offrono rendimenti più alti durante le fasi di rialzo dei tassi di interesse. Il motivo è legato al fatto che non si tratta di strumenti a reddito fisso ma di titoli che staccano cedole a tasso variabile. In cosa si traduce tutto ciò? Nel fatto che l’investitore percepisce maggiore reddito all’aumentare dei rendimenti.

Ad esempio: sempre con l’occhio attento a cosa succede ogni giorno sul mercato finanziario, la Federal Reserve ha già aumentato i tassi d’interesse 2 volte. E questo è sicuramente un aspetto da tenere sempre più in considerazione nella costruzione di un portafoglio income.

2 – I Titoli Insurance-Linked

Ecco il loro vantaggio: offrono agli investitori un premio regolare in caso di assunzione di una parte del rischio di perdite associato a eventi specifici (es.: danni agli immobili causati da catastrofi naturali come gli uragani, ecc.).

Perché rappresenta un vantaggio?

Queste obbligazioni hanno un andamento molto regolare e perdono valore momentaneamente solo nel caso in cui si verifichi l’evento negativo, tale flessione non è collegata in alcun modo all’andamento dei mercati finanziari dal momento che i disastri naturali non sono correlati con le recessioni economiche. Questo consente un’ottima diversificazione e protegge il capitale nei momenti di crisi sul mercato finanziario.

 

3 – Le Infrastrutture

Le infrastrutture sono oggetto di interesse perché offrono rendimenti decorrelati dai mercati obbligazionari e azionari. Pertanto, i loro flussi di cassa tendono a non subire cambiamenti significativi per effetto delle prospettive economiche.

In questo settore, un’area di notevole interesse è rappresentata dalle infrastrutture legate a fonti rinnovabili sulle quali i governi di tutto il mondo stanno cercando di aumentare gli investimenti.

4 – Prestiti Peer-to-Peer

Sono una tipologia di investimento che consente di prestare denaro a piccole imprese o a singoli. Sono gestiti da società specializzate in peer-to-peer lending che gestiscono piattaforme online per mettere in contatto i potenziali prestatori con i contraenti.

Qual’è l’aspetto innovativo? La novità risiede nel fatto che il guadagno degli operatori è legato alla commissione addebitata per il servizio offerto (e non al margine di interesse come avviene invece per le banche).

E dal punto di vista dei prestatori? I rendimenti sono appetibili soprattutto in un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse.

E per quanto riguarda i rischi?

Non possiamo negare che anche queste nuove forme di investimento non comportino dei rischi specifici. Ad esempio, le obbligazioni dei mercati emergenti possono essere molto volatili. Così come le infrastrutture sono fortemente illiquide.

nuove forme di investimento

Cosa fare allora?

La migliore strategia per costruire redditizi Portafogli orientati al Reddito è quella di diversificare l’investimento attraverso l’utilizzo di un ampio ventaglio di strumenti alternativi, concentrandosi sulle migliori opportunità offerte da questi strumenti. Sempre con l’obiettivo di massimizzare il rendimento e minimizzare il rischio.

In questi casi la soluzione ideale è affidarsi alla consulenza di un esperto che vi offra un servizio di consulenza finanziaria che studi ad hoc la vostra situazione per individuare la soluzione di investimento più adatta alle vostre necessità.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

Investire sul mattone: è ancora una buona scelta come investimento vantaggioso?

Investire sul mattone: è ancora una buona scelta come investimento vantaggioso?

Investire sul mattone | E’ un investimento vantaggioso?

Noi italiani siamo cresciuti con questa mentalità, inutile negarlo: aspiriamo ad avere, da grandi, una o più case di proprietà e lo consideriamo un investimento vantaggioso per il nostro futuro.

investimento vantaggioso

Ma, come sappiamo bene, i tempi sono oramai cambiati.

In Italia, tradizionalmente, gli investimenti sul mattone hanno sempre rappresentato un porto sicuro e redditizio. Le famiglie italiane hanno almeno una casa di proprietà, a cui molto spesso se ne aggiungono molte altre, acquisti effettuati proprio nella certezza che il mattone fosse la formula più semplice, sicura e vantaggiosa per investire i propri risparmi. Una percezione totalmente distorta della realtà e con ogni probabilità ben lontana dal ripertersi con la stessa intensità.

Pertanto, la domanda che tutti quanti dovremmo porci ad oggi è: è ancora conveniente investire sul mattone?

L’evoluzione del Settore Immobiliare nel mercato finanziario

Come abbiamo accennato, investire sul mattone è il sogno di ogni italiano. Non a caso, il settore immobiliare è stato uno dei settori trainanti dell’economia italiana. Ad oggi, rappresenta circa il 52% della ricchezza totale delle famiglie.

Ma i tempi sono cambiati. E investire oggi sul mercato immobiliare non garantisce più le certezze – e quindi anche i rendimenti – di un tempo. Anzi, il più delle volte, se l’investimento non è fatto in maniera oculata, rischia di trasformarsi in un flop economico generando un ritorno negativo ed anche una perdita.

investimento vantaggioso

Quali sono, secondo voi, i problemi principali legati ad un investimento vantaggioso sul mercato immobiliare?

Proviamo a vedere insieme cosa incide su una casa:

  • Necessita di spese di manutenzione, che hanno un costo;
  • Perde valore nel tempo;
  • “Passa di moda” (sembra brutto da dire ma è proprio così).

Cosa significa tutto questo?

In altre parole significa che il mercato immobiliare deve fare i conti con il progresso tecnico che, come ben sappiamo dalle esperienze negli altri settori (quello informatico per esempio) procede alla velocità della luce. Pertanto, anche se la nostra casa ci appare bellissima e funzionale (e sicuramente lo è – sopratutto dopo i tanti sforzi che abbiamo fatto per averla), dal punto di vista tecnico, le nuove case sono migliori delle precedenti e questo toglie valore al mattone già esistente.

Investimento vantaggioso sul mattone | 2 motivi per fare molta attenzione

Come ha dichiarato Robert Shiller (Premio Nobel per l’Economia):

L’investimento in immobili è come comprare un’automobile. Compreresti una casa di 20 o 30 anni, ad un prezzo superiore e nelle stesse condizioni di quando è stata acquistata la prima volta?
Ovviamente no, perché la gente non vuole macchine usate.
E lo stesso avviene per le nostre case.

Per chi decide di investire sul mattone oggi, ecco 2 motivi per fare molta attenzione prima di compiere un investimento di questo tipo.

Motivo 1 | Il valore reale dell’immobile nel tempo

Abbiamo detto prima che, nel tempo, gli immobili sono soggetti ad una svalutazione del loro valore come conseguenza del progresso tecnico che viviamo ogni giorno.

Per darvi un’idea più concreta di cosa stiamo parlando, provate a dare un’occhiata a questo grafico:

investimento vantaggioso
(fonte: Eurostat)

Cosa sta ad indicare questo grafico?

Sono 2 le principali considerazioni che possiamo trarne:

  1. rispetto ad altri Paesi europei come la Germania e la Francia, il mercato immobiliare italiano è andato in perdita negli ultimi 6 anni;
  2. Dal 2010 ad oggi, il mercato immobiliare italiano ha perso circa il 20% del suo valore di mercato.

C’è anche da dire che, sicuramente, il mercato italiano, così come quello spagnolo, ha risentito degli effetti dell’ultima crisi finanziaria che ha colpito, in modo particolare, il settore immobiliare.

Ma resta comunque il fatto che questi dati dovrebbero fare accendere in voi un campanello d’allarme.

Motivo 2 | Il “vero” costo di una casa

Avete mai fatto i conti di quanto vi costi effettivamente una casa?

Nel costo complessivo di un immobile, infatti, non dovete considerare solamente la cifra che siete disposti a pagare per acquistarlo e renderlo di vostra proprietà. Ma anche tutte le spese accessorie che ogni anno incidono sulla vostra pianificazione finanziaria.

Un esempio è dato dalle tasse che lo Stato ci impone di pagare sugli immobili di proprietà. Tra le quali, quelle che incidono maggiormente sono:

  • di natura «reddituale», in cui viene tassato il reddito prodotto dalla proprietà o dal possesso del bene (IRPEF, IRES);
  • di natura «patrimoniale», il cui presupposto è la proprietà o il possesso del bene (IMU).

Ve ne sono poi altre relative al trasferimento dell’immobile in caso di vendita o all’affitto.

Proprio in Italia, più che negli altri Paesi, la pressione fiscale rende sempre più difficile un investimento vantaggioso nel settore immobiliare. Perché? Perché, a conti fatti, la pressione fiscale sugli immobili italiani ha raggiunto punte pari al 70-75% del rendimento lordo. Un vero e proprio salasso per le nostre tasche.

investimento vantaggioso

Tirando le fila di quanto detto finora…

Fare un investimento vantaggioso sul mercato immobiliare italiano è ancora possibile solo attraverso una pianificazione finanziaria che tenga conto di tutti i fattori incidenti, come tassi di interesse, pressione fiscale, oscillazioni del mercato finanziario, ecc.

Pertanto, se avete l’interesse ad investire sul mattone, fatelo con la dovuta attenzione. Valutando anche un servizio di consulenza finanziaria che studi ad hoc la vostra situazione.

 Daniela Garoia – Consulente finanziario

Come gestire il denaro? Ecco 3 consigli per accumulare ricchezza

Come gestire il denaro? Ecco 3 consigli per accumulare ricchezza

Perchè i “ricchi” continuano ad essere “ricchi”?

Vi siete mai chiesti perché è importante saper gestire correttamente il proprio denaro?

La maggior parte delle volte si guarda ai “ricchi” con ammirazione ma anche con un pizzico di invidia. Soprattutto quando sembra che, nonostante le difficoltà finanziarie in cui il nostro Paese versa, loro continuano a “cadere in piedi” (un pò come i gatti 😁)

In realtà, ciò che sfugge alle riflessioni di molti, è che dietro l’abbondanza finanziaria di quelli che continuiamo a identificare come “ricchi”, c’è un’attenta strategia di gestione patrimoniale nonché economica. Strategia che potremmo quasi definire come una strategia anti-sperpero.

Infatti, semplificando al massimo la questione e senza entrare nel merito di aspetti finanziari più complessi, per poter accrescere e proteggere la vostra ricchezza, occorre sostanzialmente prestare attenzione a come spendete il vostro denaro.

In questo caso, seguire delle semplici regole economiche può risultare utile alla vostra pianificazione finanziaria.

Vedrete che le vostre tasche vi ringrazieranno! 😉

investimenti

Gestione del denaro: 3 pratici e utili consigli

Proviamo allora a vedere insieme qualche utile e astuto stratagemma, da applicare subito, per controllare le vostre spese e proteggere il vostro denaro.

1 – Conoscere le spese mensili

Succede a tutti: ogni mese abbiamo una serie di spese fisse e poi tante altre spese variabili che si aggiungono improvvisamente. Chiaramente queste ultime non possono essere preventivate. Ma quelle fisse si!

Sarebbe quindi buona norma tenere una lista di tutte le spese fisse che ogni mese dovete affrontare. Questo significa calcolare il “costo della propria vita” in un arco temporale definito di 30 giorni (o comunque a vostra discrezione) che vi permetta di fare un bilancio per non vivere sul filo del rasoio.

Ecco il mio consiglio:

Scrivetevi tutto! Prendete una bella agenda e segnate ogni singola entrata/uscita. In questo modo potrete pianificare il vostro budget. Anche con delle riserve di denaro che vi consentano di affrontare spese impreviste.

gestione del denaro

2 – Evitare di spendere più di quanto si guadagna

In realtà, questa è una conseguenza del punto precedente. Ovvero: se non conoscete il vostro budget, non potete tenere sotto controllo le vostre uscite che quindi potrebbero sfuggirvi di mano. La maggior parte delle persone infatti spendono tutto ciò che guadagnano per godersi la vita, risparmiando solo quello che rimane alla fine.

Ecco il mio consiglio:

Controllate le vostre spese tra quelle effettivamente utili e quelle che invece non lo sono. E mettete subito da parte la cifra che volete risparmiare.

Fatto ciò, calibrate il vostro stile di vita al budget che avete a disposizione. E’ inutile farvi carico di spese esose che non potete sostenere con tranquillità e poi rincorrere un debito da saldare.

Piuttosto, spendete meno…e risparmiate di più! 😊

pianificazione finanziaria

3 – Ponderate le vostre scelte finanziarie

Valutare uno o più soluzioni d’investimento può essere una valida strategia per accrescere i vostri risparmi.

Purché sia fatto con consapevolezza.

Molti investitori infatti si lasciano guidare dall’emotività o dalle mode/trend del momento.

Ecco il mio consiglio:

Per ottenere un successo economico, occorre prendere decisioni consapevoli che tengano conto non solo dell’andamento del mercato finanziario ma anche degli obiettivi da raggiungere nel medio-lungo periodo.

Ecco perché in questi casi può risultare utile rivolgersi a qualcuno che vi dia un consiglio sincero e attendibile.

Potreste chiedere ad amici che hanno affrontato con successo una situazione simile alla vostra oppure utilizzare la tecnologia per ricercare esperti di analisi on-line.

O ancora rivolgervi ad una consulente finanziario fidato, capace di individuare la migliore soluzione di investimento per le vostre necessità.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

Come Investire Sicuro? 3 suggerimenti per investire sui Fondi PIR

Come Investire Sicuro? 3 suggerimenti per investire sui Fondi PIR

PIR – Piani Individuali di Risparmio – sono strumenti di investimento di medio-lungo periodo. Sono dedicati principalmente ai piccoli investitori/famiglie italiane che vogliono valutare nuove soluzioni d’investimento dei propri risparmi.

fondi PIR hanno alcune caratteristiche di base. Vediamole insieme:

  1. possono essere sottoscritti solo da persone fisiche (no aziende o persone giuridiche);
  2. sono proposti e gestiti da società di gestione del risparmio (SGR);
  3. ogni singolo PIR non può superare i 30mila euro di investimento annui;
  4. un singolo investitore non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio;
  5. non hanno una durata massima, è definita invece una durata minima pari a 5 anni.

Vediamo quindi insieme in cosa consistono e quali vantaggi possono generare per i risparmiatori italiani e per le piccole medie imprese italiane.

(fonte Soldinline.it)

L’introduzione dei PIR come Risorsa Finanziaria

Partiamo da una domanda: chi finanzia la crescita delle piccole e medie imprese italiane?

Teoricamente dovrebbe essere il sistema bancario a supportare la crescita economica delle nostre aziende. Ma con la situazione di difficoltà in cui si ritrova, il suo supporto viene meno. Occorre quindi trovare una strada alternativa.

Qual’è allora la soluzione adottata dal nostro Governo? La risposta è data dai PIR.

I PIR dal punto di vista delle PMI

PIR sono stati introdotti sul mercato finanziario a partire da Gennaio 2017, con la nuova legge di bilancio. Si configurano come strumenti di investimento a medio termine, utili per far crescere l’economia italiana veicolando i risparmi verso le PMI.

Qual’è il beneficio per le aziende italiane?

Per comprendere come le aziende italiane hanno beneficiato dell’introduzione dei PIR, gli analisti hanno preso in esame la velocità di fatturato. E hanno riscontrato che è migliorata da un range compreso tra 0,14% e 0,24% del 2016 a 0,32-0,41% del 2017.

 L’idea che sta alla base di un fondo PIR è molto semplice. E’ uno strumento che coniuga direttamente le esigenze di finanziamento delle PMI ed il risparmio delle famiglie. In questo modo, le aziende italiane posso bypassare la necessità di avere un finanziamento bancario.

In pratica, un fondo PIR funziona così:

  • un privato sottoscrive  quote di un fondo che investe le somme raccolte in imprese di piccole e medie dimensioni italiane;
  • il sottoscrittore mantiene le quote del fondo per almeno 5 anni;
  • a fronte dell’investimento, il sottoscrittore non paga le normali tasse sull’eventuale plusvalenza.

Ovviamente, se trascorsi almeno cinque anni, il valore della quota dovesse risultare inferiore al prezzo iniziale, il sottoscrittore registrerà una perdita, come per qualsiasi altro fondo.

E dal punto di vista del risparmiatore italiano?

Diventa di fondamentale importanza capire in quali condizioni il fondo PIR potrà generare rendimenti positivi.

I PIR dal punto di vista del Risparmiatore Italiano

Sappiamo che, come conseguenza del nuovo scenario di mercato in cui ci troviamo, occorre valutare investimenti sicuri e redditizi. I PIR, così come gli investimenti sull’oro analizzati in un precedente articolo, rappresentano sicuramente valide soluzioni d’investimento per le famiglie italiane.

Ma ci sono anche alcuni lati negativi che occorre tenere a mente.

  • ATTENZIONE AI COSTI!

Informarsi sui costi applicati dalla società che propone il fondo. Ci potrebbero essere spese di sottoscrizione/gestione molto elevate, importante fare raffronti e informarsi bene prima della sottoscrizione, per capire la reale convenienza dell’investimento in termini di costi.

  • ATTENZIONE AI RISCHI!

I PIR focalizzati sul mercato italiano non offrono quel riparo rappresentato dalla diversificazione geografica dell’investimento. Le piccole medie imprese italiane quotate non sono tante e il record di sottoscrizione dei PIR  ha generato un importante aumento delle quotazioni.

Per tutti questi motivi, ecco 3 suggerimenti prima di sottoscrivere un PIR:

  1. non avere fretta. Un PIR è una pianificazione finanziaria a medio-lungo termine e come tale va predisposto sulla base di scelte ponderate, valutate anche con l’appoggio di un consulente finanziario di fiducia, diffida di chi ti mette fretta.
  2. valuta bene i costi, possono esserci significative differenze, da utilizzare a tuo vantaggio.
  3. considera tutti gli aspetti prima di scegliere il prodotto giusto, sulla base delle tue reali esigenze finanziarie e dei tuoi obiettivi di investimento.

Per conoscere l’argomento più in dettaglio contattami per una consulenza finanziaria personalizzata che valuti al meglio le tue necessità!

Daniela Garoia – Consulente finanziario

 

Mercato finanziario: 2 regole d’oro per un investimento sicuro

Mercato finanziario: 2 regole d’oro per un investimento sicuro

Mercato finanziario: due regole d’oro per un investimento sicuro

Oggi più che mai, come conseguenza del forte periodo di crisi che abbiamo attraversato, si valuta quale sia la strategia migliore per investire il proprio denaro e fare un investimento vantaggioso.

Come si è evoluto il mercato finanziario negli ultimi anni? Proviamo a vederlo insieme.

Prima dell’avvento dell’euro (1997), le famiglie italiane investivano in Bond Statali: i titoli di Stato costituivano le principali soluzioni d’investimento, erano sicuri e redditizi.

Nel 2010, in seguito alle decisioni politico-economiche prese dalla Comunità Europea, il trend sulle obbligazioni governative ha subito un’inversione di marcia: recenti studi dimostrano che dal 2008 a fine 2015, la quota di titoli di Stato è scesa dal 7,3% al 3,1% sul totale investito dalle famiglie.

A cosa è legato questo trend negativo?

Sicuramente ai tassi di interesse troppo bassi o addirittura negativi che non invogliano il risparmiatore italiano a compiere un passo di questo tipo.

L’analisi accurata da parte degli analisti dimostra infatti che la durata finanziaria media degli indici obbligazionari è ai massimi livelli storici mentre i rendimenti dei Bond sono calati drasticamente: tradotto in parole povere significa che non esistono più condizioni favorevoli per investire su obbligazioni.

(fonte: il Sole24ore)

Anche immaginando una risalita positiva del trend dei Bond, restare ancorati ad una forma di investimento solo perché ritenuta “sicura e vantaggiosa” nel passato, senza valutare nuove forme di investimento, può rivelarsi molto rischioso.

Come orientarsi allora in questo nuovo scenario di mercato?

Dobbiamo sicuramente rivolgere la nostra attenzione verso altre forme di investimenti sicuri e redditizi.

Ti suggerisco due regole d’oro da tenere sempre a mente:

1.  diventa fondamentale anticipare (laddove possibile) ed adattarsi ai cambiamenti del mercato finanziario valutando i migliori strumenti di investimento.

Ad esempio, il trend attuale descrive il passaggio dai Titoli di Stato ai fondi comuni d’investimento: i fondi comuni sono strumenti molto utili che consentono al risparmiatore italiano di diversificare il proprio investimento, evitando di concentrare i propri risparmi nei titoli di pochi o di un unico emittente e di incorrere nella perdita definitiva di parte o tutto il capitale in caso di fallimento (default). Esistono diverse tipologie di fondi comuni: azionari, obbligazionari, liquidità, flessibilità, ecc.

L’immagine mostra il trend di crescita dei fondi flessibili dal 2003 al 2015 (fonte: il Sole24Ore)

2. è necessaria una maggiore consapevolezza nell’impiego dei propri risparmi: è importante capire se chi ci propone il prodotto lo fa nel suo interesse o nel nostro e se la proposta e è realmente allineata ai nostri obiettivi di investimento.  Qualsiasi forma di investimento va studiata nel dettaglio e personalizzata in base alle esigenze della singola persona. In queste circostante può essere molto utile rivolgersi a specialisti esperti in consulenza finanziaria per intraprendere il percorso più adatto.

Se vuoi muoverti nel mondo degli investimenti in maniera sicura e consapevole,  contattami per una consulenza gratuita e personalizzata.

Daniela Garoia – Consulente finanziario

Fare un investimento sicuro: l’oro è ancora una scelta vantaggiosa?

Fare un investimento sicuro: l’oro è ancora una scelta vantaggiosa?

Fare un investimento sicuro: l’oro è ancora una scelta vantaggiosa?

Nel precedente articolo, abbiamo visto l’importanza di sapersi orientare correttamente in questo nuovo scenario di mercato finanziario e prendere in considerazione nuove soluzioni d’investimento.

Per non correre rischi, diventa fondamentale valutare forme di investimenti che siano decorrelati quanto più possibile dall’andamento del mercato.

Sai cosa vuol dire investimento correlato o decorrelato? Vediamolo insieme!

(fonte il Sole24ore)

In questo contesto, l’oro riveste ancora notevole importanza e l’andamento della sua quotazione è di grande interesse per la maggior parte degli investitori. L’oro è infatti considerato un bene rifugio, ovvero un investimento sicuro in un clima di incertezze finanziarie.

L’oro è la prima soluzione contro l’inflazione e la perdita di valore del denaro nel tempo. L’incertezza sugli sviluppi politici e sulle politiche economiche stimola la domanda di oro come bene rifugio.

Analisi recenti di mercato, hanno evidenziato che l’oro continua a godere del favore degli investitori, registrando continui flussi positivi.

(fonte ETF Securities – 28 febbraio 2017)

 

 

 

“Gli afflussi nell’oro hanno raggiunto il massimo delle ultime 30 settimane, per un totale di 192,1 mio di USD la scorsa settimana” ha affermato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securitis.

 

 

 

 

Cosa significa questo? Che nell’attuale situazione che vede le principali economie mondiali deboli e in difficoltà, l’oro torna di moda come forma di investimento vantaggioso e viene ricercato da parte degli investitori quale bene rifugio più adatto a conservare il proprio valore nel tempo contro la svalutazione monetaria.

Pertanto, in caso di incertezze o crisi economiche e, più in generale, di perdita di valore della valuta, l’oro diventa l’obiettivo numero uno per la gestione di investimenti finanziari sicuri e redditizi.

Investire in Oro: 2 possibili strade da seguire

Per investire in oro, puoi scegliere tra due diversi strumenti di investimento. 

1. Investire in oro fisico

La scelta di investire in oro fisico ricade sostanzialmente su due strade: monete d’oro e lingotti di investimento. Tieni presente che investire in oro fisico non ha nulla a che vedere con l’investire in gioielli e similari per un motivo molto semplice: il costo di un gioiello non è dato esclusivamente dal valore di oro puro che contiene ma tiene conto dei costi relativi alla lavorazione, al marchio ed alla pubblicità.

1.1 Monete d’oro da investimento

Il prezzo di mercato di una moneta d’oro da investimento è definito da 3 fattori: prezzo dell’oro (ad oggi) , grammi di oro puro contenuti nella moneta, spread (costo applicato dal rivenditore per il suo guadagno). Non sempre le monete d’oro da investimento sono pure al 100%, ma spesso sono composte da oro e altri metalli. Quando questo accade, si dice che l’oro è in lega con altri metalli e la sua purezza (ovvero il contenuto di oro puro presente) viene misurata in carati o millesimi. L’oro puro viene definito con 999,9 millesimi.

Esempio: se i millesimi della tua moneta sono 900, significa che la moneta non è composta solo da oro puro ma da una mescolanza di metalli.

1.2 Lingotti

Un altro modo per investire in oro fisico è mediante l’acquisto di lingotti d’oro: solitamente i lingotti sono con 999,9 millesimi di oro, quindi non sono mescolati con altri metalli ma sono tutti di oro puro. I lingotti d’oro esistono in svariate misure: dalle barre di 12 Kg che valgono decine di migliaia di euro ai lingotti di pochi grammi come 10 o 20 grammi. In questo modo, anche l’investimento in lingotti d’oro diventa alla portata di tutti.

2. Investire in oro finanziario

L’investimento in oro finanziario (strumenti: Etc o Etf sull’oro, Future sull’oro, Opzioni sull’oro, Azioni di società minerarie) è un tipo di investimento che ti permette di essere esposto al prezzo dell’oro fisico (quindi guadagnare o perdere a seconda dell’andamento del prezzo dell’oro fisico) ma senza doverne acquistare. Da questo punto di vista, è una forma di investimento più comoda ma comporta dei rischi aggiuntivi: oltre a quelli tipici dello strumento che si sceglie, si può incorrere nel rischio di insolvenza dell’emittente.

Per conoscere l’argomento più in dettaglio contattami per una consulenza finanziaria.

Daniela Garoia – Consulente finanziario